TheSparker
alias Stefano Conte.
1980
Nasce a luglio in una cittadina friulana, e si circonda di disegni, cartoni animati e robottoni giapponesi.
1994-1996
Viene convinto a NON seguire un percorso artistico e finisce, infelice, per fingersi un manutentore elettronico.
1997-1998
Lo salva dall'oblio un breve corso di grafica che gli fornisce le nozioni dei programmi fondamentali.
1999-2003
Si rassegna a lavoracci lobotomizzanti, e nel tempo libero lavora come pixel artist su videogiochi amatoriali, il più seguito quello su I Cavalieri dello Zodiaco col gruppo Microcosmo.
Conosce Francesco Lezza, aka Samael, fan del progetto, che diventa l'insostituibile webmaster.
2004-2007
Assunto a tempo indeterminato in una piccola software house torinese, campa lontano da casa. Impara a cucinare, a far la lavatrice a stirare. Tutto malissimo.
A tempo perso realizza le prime tavole di "Noi Robot", ispirate ai robottoni amati in infanzia e "L'Uomo Pigro", parodia de L'Uomo tigre.
Sopraggiunge la consapevolezza di voler fare fumetto e si licenzia.
2007-2008
Tornato al nido, vivacchia con la liquidazione e cerca di far maturare il proprio obbiettivo.
Nasce "Myth Clots" parodia de I Cavalieri dello Zodiaco.
Realizza la sua prima storia lunga: "Immen, and the disasters of the Universe", ma si ferma al primo episodio per l'eccessiva somiglianza con il Rat-man di Leo Ortolani, principale ispiratore.
Matura la volontà di realizzare storie con personaggi totalmente originali.
2009-2013
Grazie alla divinità che gli offre un occhio di riguardo, viene salvato dalla povertà, venendo assunto come gestore di una fumetteria locale, nella quale è tuttora impiegato.
Conosce Francesco Durigon, che lo aiuta nei suoi progetti con la vana speranza di guadagnarci qualcosa.
Realizza la storia sperimentale "Outlaw Gaman".
Crea Volt, suo alter-ego, e il webcomic "Che Vita di Mecha", tratto da vicissitudini realmente accadute nel suo negozio.
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